Varsi: Amor mio e la forza del teatro

(Testo e foto dalla pagina facebook del Comune di Varsi)
Una serata intensa e significativa quella vissuta a Varsi con “Amor Mio – L’ossimoro più pericoloso”, il reading musicale a cura di ZonaFranca, inserito nell’ambito del progetto LEI – Laboratori per Educare ad Interagire.
Attraverso la forza del teatro, della musica e delle parole, lo spettacolo ha affrontato un tema quanto mai attuale: la differenza di genere, il valore delle relazioni rispettose e il percorso di emancipazione femminile, invitando il pubblico a riflettere sui meccanismi che possono trasformare una relazione in sopraffazione e, nei casi più gravi, sfociare nella violenza di genere.
Sul palco, con sensibilità e intensità, Giulia Canali e Beatrice Carra, accompagnate dalle musiche di Patrizia Mattioli e il prezioso supporto della tecnica Erika Borella hanno dato voce a emozioni, esperienze e riflessioni capaci di coinvolgere e far pensare.
Un ringraziamento alla compagnia ZonaFranca e a tutte le artiste e professionalità che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo: un momento di cultura e sensibilizzazione che ha saputo trasformare l’arte in uno spazio di lucida consapevolezza.
Uno spettacolo davvero molto
Bello ed emozionante.
Il progetto LEI conferma così l’importanza di creare occasioni per parlare, confrontarsi e imparare a costruire relazioni fondate sul rispetto, sull’ascolto e sulla pari dignità. L’Amministrazione Comunale ribadisce il proprio costante impegno nella promozione di una cultura fondata sul rispetto, sulla parità e sulla dignità di ogni persona, con particolare attenzione alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di violenza di genere.
Un impegno che intendiamo portare avanti con continuità, sostenendo iniziative capaci di sensibilizzare, educare e creare occasioni di confronto nella nostra comunità.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito a rendere questa serata un’importante occasione di riflessione

Una serata insieme a Veronica e alle sue poesie arcobaleno

Alla fine è stato come se tra Franca e Giada, quando si sono allontanate dal centro del palco fra gli applausi grati del pubblico, ci fosse anche Veronica: come se stesse tenendo per mano chi con tanto calore aveva dato voce alle sue poesie di eterna bambina.

Baganzola, salone del circolo Arci Golese. La locandina della serata aveva il titolo scritto su un arcobaleno: “Pensieri liberi nell’aria”. Sarebbe piaciuto a Veronica Biancardi, che troppo presto ci aveva lasciato ormai 40 anni fa.

E le sarebbe piaciuto vedere tutti i colori di quella sala, con alle pareti i disegni dei ragazzi del Toschi ispirati dalle sue poesie di tredicenne, fresca ragazzina allo sbocciare della vita e purtroppo consapevole che quella vita le sarebbe stata regalata soltanto per poco tempo, per uno di quei mali che neppure la Scienza ha ancora imparato a vincere. Lo aveva capito benissimo, Veronica Biancardi, e allora si è affidata a qualcosa di ancora più forte della Scienza e anche del destino: la Poesia.

Versi che si potevano prevedere ingenui, e poi invece sempre capaci (oggi come in quei giorni tristi di 40 anni fa) di andare a posarsi nelle menti e nei cuori. Capaci di regalare stupore, nel vedere  che in quelle poesie non c’erano solo le parole di chi si stava ancora affacciando alla vita senza averne troppa esperienza. No: lo stesso destino crudele che aveva voluto strappare troppo presto la vita a Veronica ha lasciato lunga vita alle sue parole, fra le quali affiorano ripetutamente maturità, consapevolezza, amore per la vita che stava scivolando via, voglia di lasciare comunque un sorriso a chi restava (mamma e papà innanzitutto)…

Meditazioni sulla Vita e sulla bellezza della Natura oggi ancora attualissime e coinvolgenti. Versi che la lettura di Franca Tragni e Giada Vendemmiati ha fatto davvero arrivare al cuore di chi ascoltava.

Con un momento destinato a restare scolpito in tutti noi. Dopo avere letto i versi che Veronica aveva dedicato alla mamma, perché “mi hai aperto le porte della vita / mi hai insegnato ad amare / ad apprezzare le piccole e le grandi cose”, Franca Tragni è scesa per un momento dal palco ed è andata ad abbracciare quella mamma, che seduta accanto al papà ha davvero ritrovato per una sera la sua piccola grande Veronica.

Ed è stato bello e commovente, per ZonaFranca Parma, essere parte di questa serata e di queste emozioni.

VIDEO: IL FINALE

VIDEO: UN ABBRACCIO CHE HA SCALDATO I CUORI

Al fianco di Libera contro le mafie

Un onore essere state al fianco di LIBERA Parma e a tutte le persone che hanno partecipato alla fiaccolata in memoria di tutte le vittime innocenti di mafia del 15 marzo.
Nell’occasione del quarantennale abbiamo ricordato con grande commozione la strage di Pizzolungo. Un attentato che ha scosso fortemente l’opinione pubblica perché poteva essere chiunque di noi, nella nostra vita quotidiana, a trovarci nel posto sbagliato al momento sbagliato. Quel giorno una giovane donna, Barbara Rizzo, e i suoi due gemelli Salvatore e Giuseppe Asta persero la vita diventando, a loro insaputa, scudo protettivo nell’attentato contro il Giudice Carlo Palermo.
Vite che non possono essere dimenticate, insieme a tutti gli altri 1101 nomi.
Questi morti hanno tessuto un filo invisibile che ci unisce e ci lega a un impegno comune: Ricordare, recordari, rimetter nel cuore in memoria di tutte le vittime innocenti.
Grazie a Beatrice Carra e Giada Vendemmiati per la loro voce e la loro presenza sul palco.
Testi poetici di Giulia Canali
Letture a cura di ZonaFranca
 
(Le foto sono tratte da fecebook)

Premio Tommasini a Franca Tragni: un’emozione che ci accompagnerà

Mentre l’estate snocciola i suoi giorni e per qualcuno suona già a vacanza, c’è una città che va avanti anche negli appuntamenti dell’impegno e della cultura. Ad esempio con la serata di poesia al Naviglio, con Franca Tragni e  Patrizia Mattioli.

Ma a metà giugno c’è stata un’altra fortissima emozione, di cui parlare non più “a caldo” (questo lo hanno già fatto Gazzetta e siti di news) ci consente di rivivere quegli spunti come un’eredità da tener viva e da cui farci accompagnare nei prossimi mesi. L’affetto che ha accompagnato la scelta e la consegna del Premio Tommasini a Franca Tragni, infatti, è qualcosa che merita molto di più di una cronaca: è una grande Bellezza che può e deve caricare e accompagnare la città anche per le cose da costruire in futuro.

In una Fattoria di Vigheffio ancor più bella del solito (e che grande intuizione fu questa di Mario Tommasini: pensate che Enrico Berlinguer, in visita a Parma, preferì visitare proprio la struttura di Vigheffio anziché la sede dell’allora potentissimo Partito comunista di Parma…), si è vissuta una gioiosa armonia, difficile a riscontrarsi anche in questo tipo di cerimonia. C’era ovviamente tanta rappresentanza di ZonaFranca, ma questa volta è stato bello soprattutto vivere la coralità di tanti pezzi di città riuniti intorno a questi due nomi: un amministratore che seppe inventare un modo di far politica più vicino alla gente e una attrice, ma prima ancora una persona, che oltre alla bravura professionale sa andare al cuore delle persone.

Non aggiungiamo altre parole, ma diciamo che l’emozione di quel giorno in Fattoria sarà una bella spinta per tutte e per tutti, nelle iniziative future.