Una serata insieme a Veronica e alle sue poesie arcobaleno
Alla fine è stato come se tra Franca e Giada, quando si sono allontanate dal centro del palco fra gli applausi grati del pubblico, ci fosse anche Veronica: come se stesse tenendo per mano chi con tanto calore aveva dato voce alle sue poesie di eterna bambina.
Baganzola, salone del circolo Arci Golese. La locandina della serata aveva il titolo scritto su un arcobaleno: “Pensieri liberi nell’aria”. Sarebbe piaciuto a Veronica Biancardi, che troppo presto ci aveva lasciato ormai 40 anni fa.
E le sarebbe piaciuto vedere tutti i colori di quella sala, con alle pareti i disegni dei ragazzi del Toschi ispirati dalle sue poesie di tredicenne, fresca ragazzina allo sbocciare della vita e purtroppo consapevole che quella vita le sarebbe stata regalata soltanto per poco tempo, per uno di quei mali che neppure la Scienza ha ancora imparato a vincere. Lo aveva capito benissimo, Veronica Biancardi, e allora si è affidata a qualcosa di ancora più forte della Scienza e anche del destino: la Poesia.
Versi che si potevano prevedere ingenui, e poi invece sempre capaci (oggi come in quei giorni tristi di 40 anni fa) di andare a posarsi nelle menti e nei cuori. Capaci di regalare stupore, nel vedere che in quelle poesie non c’erano solo le parole di chi si stava ancora affacciando alla vita senza averne troppa esperienza. No: lo stesso destino crudele che aveva voluto strappare troppo presto la vita a Veronica ha lasciato lunga vita alle sue parole, fra le quali affiorano ripetutamente maturità, consapevolezza, amore per la vita che stava scivolando via, voglia di lasciare comunque un sorriso a chi restava (mamma e papà innanzitutto)…
Meditazioni sulla Vita e sulla bellezza della Natura oggi ancora attualissime e coinvolgenti. Versi che la lettura di Franca Tragni e Giada Vendemmiati ha fatto davvero arrivare al cuore di chi ascoltava.
Con un momento destinato a restare scolpito in tutti noi. Dopo avere letto i versi che Veronica aveva dedicato alla mamma, perché “mi hai aperto le porte della vita / mi hai insegnato ad amare / ad apprezzare le piccole e le grandi cose”, Franca Tragni è scesa per un momento dal palco ed è andata ad abbracciare quella mamma, che seduta accanto al papà ha davvero ritrovato per una sera la sua piccola grande Veronica.
Ed è stato bello e commovente, per ZonaFranca Parma, essere parte di questa serata e di queste emozioni.
VIDEO: IL FINALE
VIDEO: UN ABBRACCIO CHE HA SCALDATO I CUORI
Al fianco di Libera contro le mafie
“Amor mio” nelle scuole: c’è un grande prato verde scuro…
No, non è più il verde-speranza del “grande prato verde” che si cantava negli anni ’60. Ma non siamo qui per stucchevoli nostalgie: anzi, va subito aggiunto che
Premio Tommasini a Franca Tragni: un’emozione che ci accompagnerà
Mentre l’estate snocciola i suoi giorni e per qualcuno suona già a vacanza, c’è una città che va avanti anche negli appuntamenti dell’impegno e della cultura. Ad esempio con la serata di poesia al Naviglio, con Franca Tragni e Patrizia Mattioli.
Ma a metà giugno c’è stata un’altra fortissima emozione, di cui parlare non più “a caldo” (questo lo hanno già fatto Gazzetta e siti di news) ci consente di rivivere quegli spunti come un’eredità da tener viva e da cui farci accompagnare nei prossimi mesi. L’affetto che ha accompagnato la scelta e la consegna del Premio Tommasini a Franca Tragni, infatti, è qualcosa che merita molto di più di una cronaca: è una grande Bellezza che può e deve caricare e accompagnare la città anche per le cose da costruire in futuro.
In una Fattoria di Vigheffio ancor più bella del solito (e che grande intuizione fu questa di Mario Tommasini: pensate che Enrico Berlinguer, in visita a Parma, preferì visitare proprio la struttura di Vigheffio anziché la sede dell’allora potentissimo Partito comunista di Parma…), si è vissuta una gioiosa armonia, difficile a riscontrarsi anche in questo tipo di cerimonia. C’era ovviamente tanta rappresentanza di ZonaFranca, ma questa volta è stato bello soprattutto vivere la coralità di tanti pezzi di città riuniti intorno a questi due nomi: un amministratore che seppe inventare un modo di far politica più vicino alla gente e una attrice, ma prima ancora una persona, che oltre alla bravura professionale sa andare al cuore delle persone.
Non aggiungiamo altre parole, ma diciamo che l’emozione di quel giorno in Fattoria sarà una bella spinta per tutte e per tutti, nelle iniziative future.
Se un abbraccio annulla le differenze…La magia del progetto Teniamoci in Con-Tatto
Non si vive bene nelle città della rabbia, eppure le costruiamo e le allarghiamo ogni giorno.
Allora, per trasformarle, occorre







